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Il certificato di taratura cercafughe a chi deve essere intestato?

Parlando di certificato di taratura del cercafughe (La taratura dei cercafughe gas refrigeranti: diciamo la nostra), abbiamo espresso la nostra opinione, supportata dall'autorevole parere di assofrigoristi.

Alcuni nostri clienti, riportando circolari di taglio più commerciale che tecnico, ci hanno chiesto se fosse necessario intestarlo all'azienda.

Ricapitolando:

1. Occorre fare un semplice controllo (e non una taratura) con cadenza annuale. Il controllo consiste nella verifica del corretto funzionamento del "dispositivo di rilevazione del gas". In pratica verificare che la sensibilità minima sia rispettata. Come abbiamo illustrato la calibrazione è altra cosa. Il controllo, come conferma assofrigoristi, può essere anche effettuato dall'operatore stesso, non sono necessarie particolari autorizzazioni. Ovviamente, su richiesta, può essere effettuato anche da MGF, contrariamente a "vanti di esclusiva" che determinate aziende, pur di vendere, giocano sporco a spese degli installatori, che, terrorizzati dal "patentino", temono qualsiasi cosa.

 

2. È corretto a nostro parere documentare il controllo effettuato, un pò meno indicare l'azienda soltanto. Un documento attestante un controllo su un'attrezzatura deve fare riferimento, oltre che al proprietario, a qualcosa che identifichi lo strumento stesso. Questa filosofia, oltre che dettata dal buon senso, è prescritta da un po' tutte le norme tecniche, a partire dalla famosissima ISO 9001. Se infatti un'azienda possedesse 2 cercafughe, come sarebbe possibile stabilire quale strumento è stato effettivamente controllato?

Vediamo di chiarire meglio:

1. Sulla legge CE 1516/2007 l'unico riferimento a documenti scritti si trova nell'articolo 2, paragrafo 1:

1. L'operatore indica il suo nome, l'indirizzo postale e il numero di telefono nel registro di cui all'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento (Ce) n. 842/2006, di seguito denominato "il registro dell'apparecchiatura".

2. Riteniamo che l'interpretazione della legge sia frettolosa se non tiene conto della legge "madre" CEE 842/2006 di cui parlammo, in questo articolo pubblicato il 27 febbraio 2011, attenti ad informare e tutelare i nostri clienti, prima ancora dei nostri interessi commerciali. Riportiamo dunque il succitato articolo 3, paragrafi 1 e 6:

1. Gli operatori delle seguenti applicazioni fisse: refrigerazione, condizionamento d'aria, pompe di calore mobili compresi i circuiti nonché i sistemi di protezione antincendio, che contengono gas fluorurati ad effetto serra elencati nell'allegato I, adottano tutte le misure fattibili sul piano tecnico e che non comportano costi sproporzionati per:

a) prevenire perdite di tali gas; e

b) riparare non appena possibile le perdite rilevate

...

6. Gli operatori delle applicazioni di cui al paragrafo 1 contenenti 3 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra tengono un registro in cui riportano la quantità e il tipo di gas fluorurati ad effetto serra installati, le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di manutenzione, di riparazione e di smaltimento definitivo. Mantengono inoltre un registro di altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione, nonché le date e i risultati dei controlli effettuati ai sensi dei paragrafi 2, 3 e 4 e le informazioni pertinenti che permettono di individuare nello specifico le apparecchiature fisse separate delle applicazioni di cui al paragrafo 2, lettere b) e c). Su richiesta, detti registri sono messi a disposizione dell'autorità competente e della Commissione.

E' indubbio che il riferimento che si fa è a un registro riportante, si il nome dell'impresa, ma riferito all'impianto e non al cercafughe come si vuole far credere!

 

Riassumendo, questo è il nostro consiglio:

1. Quando effettuate il controllo annuale del vostro cercafughe, preoccupatevi di redigere un report riportante: la vostra ragione sociale, la matricola dello strumento, e una descrizione della verifica effettuata. Esempio verifica sensibilità minima cercafughe con confronto mediante rilevazione di una miscela aria gas corrispondente alla perdita minima richiesta dalla legge CEE 1516/2007 ovvero 5 grammi / anno.

2. Molti cercafughe non hanno matricola, è sufficiente applicare una targhetta identificativa con un numero progressivo, la data dell'ultima verifica, e la scadenza della verifica (un anno dopo, come richiesto dalla legge). In questo modo nessuno, nemmeno il vostro collaboratore più sprovveduto, effettuerà una ricerca di fughe con uno strumento non correttamente verificato

3. Conservate agli atti la documentazione prodotta al punto 1

4. Richiesto o non richiesto da norme tecniche e leggi, controllate i vostri strumenti ogni anno! A che serve una semplice livella se non indica esattamente quando un'oggetto è perfettamente orizzontale o verticale?

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci: Utensili per idraulici MGF: tutte le agenzie regionali al tuo servizio.

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